La data di avvio dei lavori può essere dimostrata, per esempio, da eventuali abilitazioni amministrative o dalla comunicazione preventiva all’Asl, se è obbligatoria. Per gli interventi che non necessitano di comunicazioni o titoli abilitativi, è sufficiente una dichiarazione sostitutiva di atto welle bonus di notorietà. Per essere ammessi, i dispositivi devono essere prodotti nell’Unione europea e registrati dai produttori nella piattaforma informatica prevista dal decreto.

Questo significa che sarà possibile ottenere un rimborso massimo di 2500 euro, ripartiti in 10 quote annuali di pari importo. È dunque importante verificare la classe energetica (o l’obbligo di etichetta) degli elettrodomestici prima dell’acquisto per essere sicuri che essi rientrino nel bonus. Tra le spese da portare in detrazione si possono includere quelle di trasporto e di montaggio dei beni acquistati. Come ottenere l’agevolazione (sconto in fattura di 100 euro, 200 con ISEE basso) e per quali prodotti (lista completa con marche e codici); le modalità di presentazione della domanda (dal 18 novembre 2025) e i consigli utili per non perdere il beneficio. Un quadro sistematico delle condizioni di accesso, delle spese ammesse e degli adempimenti richiesti è fornito dalla Guida al Bonus mobili ed elettrodomestici, aggiornata a gennaio 2026 e resa disponibile dall’Agenzia delle Entrate.

Di conseguenza, dalla medesima data, non è più possibile fruire del bonus mobili connesso a tali interventi. Si potrà richiedere la detrazione IRPEF per il 50% delle spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2025 (con un tetto massimo di 5000 euro) da ripartire in 10 quote annuali di pari importo. L’Agenzia delle entrate ha preparato dei vademecum per “orientare i cittadini sui bonus fiscali previsti per la stagione dichiarativa 2025”.

  • Pianificare bene tempi e pagamenti è essenziale, soprattutto per interventi che si protraggono per più mesi.
  • Queste guide, come spiegato sul sito dell’Agenzia, “forniscono informazioni complete e aggiornate su detrazioni, deduzioni e crediti d’imposta”.
  • Per avere l’agevolazione è indispensabile, quindi, realizzare un intervento di recupero del patrimonio edilizio (vedi più avanti gli interventi ammessi) sia su singole unità immobiliari residenziali sia su parti comuni di edifici, sempre residenziali.
  • Non è invece necessario che le spese per i lavori edilizi siano sostenute prima di quelle per l’arredo.
  • Sì, potranno essere portate in detrazione solo le spese effettuate tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2025.
  • L’agevolazione può essere richiesta solo da chi realizza un intervento di ristrutturazione edilizia iniziato a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto dei beni.

Fisco Oggi, rivista online dell’Agenzia delle entrate

Al fine di usufruire del bonus, è necessario che l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici sia effettuato con modalità di pagamento tracciabile. Si può dunque farlo tramite bonifici bancari o postali (e in questo caso non è necessario utilizzare il modello appositamente predisposto da banche e Poste SPA per le spese di ristrutturazione edilizia), o mediante carte di credito o carte di debito. Non è invece possibile detrarre spese sostenute tramite assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.

A partire dalle 7 del mattino di martedì 18 novembre 2025 sarà possibile richiedere il nuovo Bonus elettrodomestici, il contributo dedicato alla sostituzione di apparecchi obsoleti con modelli più efficienti dal punto di vista energetico. Le domande saranno accolte in ordine cronologico fino all’esaurimento dei fondi, quindi è bene sbrigarsi nell’inserimento della richiesta, per non rimanere tagliati fuori. Per gli elettrodomestici che lo prevedono, occorre farlo entro 90 giorni dalla data di fine lavori o dall’acquisto del prodotto.

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Non è previsto un limite di reddito, ma chi acquista mobili o elettrodomestici deve essere lo stesso soggetto che sostiene le spese dei lavori. Possono usufruirne proprietari, usufruttuari o comodatari, a condizione che le fatture e i pagamenti siano intestati a loro. Con lo sconto si potranno acquistare grandi elettrodomestici come frigoriferi, lavatrici, forni, lavastoviglie e altri dispositivi con classe energetica specifica. Inizialmente si era stabilito che l’acquisto prevedesse solo dispositivi con almeno una classe energetica B ma questa soglia è stata eliminata per far rientrare nell’agevolazione anche tanti prodotti Made in Italy che altrimenti sarebbero rimasti fuori. Data di attivazione e scadenza non sono ancora stati stabiliti, occorre attendere il Decreto attuativo. Su questo importo si applica una detrazione del 50%, quindi è possibile recuperare fino a 2.500€, suddivisi in dieci quote annuali.

Sono ammessi anche gli acquisti effettuati tramite un finanziamento a rate, a patto che la società che eroga il finanziamento paghi il corrispettivo con le stesse modalità prima indicate e il contribuente abbia una copia della ricevuta del pagamento. L’acquisto di grandi elettrodomestici sprovvisti di etichetta energetica è agevolabile solo se per quella specifica tipologia non ci sia ancora l’obbligo di etichetta energetica. Le soglie minime di efficienza energetica variano a seconda della categoria (ad es. classe A per lavatrici e forni; almeno classe D per i frigoriferi).

Bonus mobili ed elettrodomestici 2026: guida completa

L’Agenzia delle entrate specifica anche che la detrazione è ammessa nel caso di mobili e grandi elettrodomestici acquistati con il finanziamento a rate, a condizione che la società che eroga il finanziamento paghi il corrispettivo con le medesime modalità sopra indicate e il contribuente abbia copia della ricevuta del pagamento. Possono beneficiare del bonus mobili ed elettrodomestici i contribuenti che acquistano mobili ed elettrodomestici finalizzati all’arredo di immobili che sono stati oggetto di lavori di ristrutturazione edilizia. L’agevolazione può essere richiesta solo da chi realizza un intervento di ristrutturazione edilizia iniziato a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto dei beni. Il bonus mobili ed elettrodomestici consiste in una detrazione fiscale IRPEF pari al 50% delle spese sostenute per l’acquisto di nuovi mobili e di elettrodomestici di classe energetica elevata (o senza obbligo di etichetta energetica) per immobili oggetto di ristrutturazione.

Un esempio molto comune riguarda la sostituzione di caldaie o impianti di climatizzazione invernale. Se il lavoro rientra tra quelli ammessi alla detrazione edilizia o all’efficientamento energetico, come l’installazione di pompe di calore ad alta efficienza, è possibile anche usufruire del Bonus Mobili ed Elettrodomestici. Si, se si possiede la documentazione richiesta dalla legge e si eseguono gli stessi adempimenti previsti per gli acquisti effettuati in Italia.

Bonus mobili ed elettrodomestici

Per quanto riguarda il bonifico, non è necessario il bonifico parlante e la causale è libera, ma si può indicare una dicitura come “Saldo fattura n. Si tratta di una misura fiscale governativa introdotta con lo scopo ultimo di promuovere un’economia più sostenibile e green, favorendo l’acquisto di prodotti che consumano meno energia elettrica, riducendo così l’inquinamento e i costi energetici generali. La detrazione non utilizzata non si trasferisce né agli eredi né all’acquirente dell’immobile in caso di cessione. Come già detto, ricordiamo che è necessario comunicare all’ENEA i dati dell’acquisto in autonomia tramite il portale dedicato, o rivolgendosi ad un professionista abilitato. È escluso, invece, l’acquisto di porte, pavimentazioni (parquet, ecc.), tende e tendaggi ed altri complementi di arredo.

  • Per la detrazione, lo scontrino che riporta il codice fiscale dell’acquirente e indica natura, qualità e quantità dei beni acquistati, equivale alla fattura.
  • Un importo molto esiguo e che sarà sicuramente insufficiente per soddisfare tutte le richieste.
  • La detrazione non utilizzata non si trasferisce né agli eredi né all’acquirente dell’immobile in caso di cessione.
  • L’Agenzia delle Entrate ha ricordato che, a partire dal 1° gennaio 2025, le spese sostenute per la sostituzione o la nuova installazione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili non rientrano più tra quelle detraibili ai sensi dell’articolo 16-bis del TUIR.
  • Se l’acquisto dei mobili e grandi elettrodomestici è destinato ad un unico immobile facente parte di un edificio interamente ristrutturato da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, per data di “inizio lavori” si intende la data di acquisto o di assegnazione dell’immobile.
  • È necessario, comunque, che ci sia un risparmio energetico rispetto alla situazione preesistente.
  • Quando si effettua un intervento sulle parti condominiali (per esempio, guardiole, appartamento del portiere, lavatoi), i condòmini hanno diritto alla detrazione, ciascuno per la propria quota, solo per i beni acquistati e destinati ad arredare queste parti.

Al momento l’unico modo per recuperare il 50% delle spese effettuate è attraverso la dichiarazione dei redditi, in 10 anni. Sì, potranno essere portate in detrazione solo le spese effettuate tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2025. È necessario, comunque, che ci sia un risparmio energetico rispetto alla situazione preesistente.

Cos’è il bonus mobili ed elettrodomestici

Rientrano nel bonus tutti i nuovi elettrodomestici di classe energetica elevata, se per la tipologia di elettrodomestico è obbligatoria l’etichetta energetica. Rientrano tra gli elettrodomestici agevolabili anche asciugatrici, forni a microonde, stufe elettriche, piastre riscaldanti, ventilatori e condizionatori. Inoltre, si può chiedere l’incentivo per per elettrodomestici senza etichetta energetica solo se l’etichetta obbligatoria non è ancora prevista per quel prodotto.

Obiettivo del bonus è quello di incentivare l’acquisto di nuovi mobili o di nuovi elettrodomestici di classe energetica elevata da parte di chi ha da poco effettuato lavori di ristrutturazione di un immobile. Si può usufruire della detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici destinati ad arredare un immobile oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio. Il bonus copre mobili ed elettrodomestici nuovi destinati all’immobile oggetto di ristrutturazione. Tra i beni ammessi ci sono letti, materassi, armadi, cassettiere, librerie, scaffalature, tavoli e sedie, divani, poltrone e complementi imbottiti, frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavasciuga, lavastoviglie, forni e piani cottura elettrici. Se gli interventi di recupero del patrimonio edilizio sono stati effettuati nell’anno precedente a quello dell’acquisto, o sono iniziati nell’anno precedente a quello dell’acquisto e proseguiti in detto anno, il limite di spesa deve essere considerato al netto delle spese sostenute nell’anno precedente per le quali si è usufruito della detrazione. Il bonus è riservato a chi effettua lavori di ristrutturazione edilizia e già beneficia della detrazione fiscale prevista per questi interventi.

La lista completa dei modelli ammessi al contributo

Gli acquisti devono essere effettuati entro il 31 dicembre 2026 e devono seguire l’inizio dei lavori di ristrutturazione. Pianificare bene tempi e pagamenti è essenziale, soprattutto per interventi che si protraggono per più mesi. Rientrano tra i grandi elettrodomestici, tra gli altri, frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, forni, piani cottura elettrici, apparecchi per il riscaldamento e il condizionamento.

Le modalità operative di richiesta, concessione ed erogazione del Bonus sono definite dal decreto direttoriale del 22 ottobre 2025 emanato dal MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy). Il contributo assume la forma di un voucher che consente di ottenere uno sconto immediato in fattura, cioè applicato come taglio sul prezzo di acquisto praticato dal venditore aderente all’iniziativa. Le risorse stanziate per quest’anno ammontano a 50 milioni di euro, di cui 48,1 milioni destinati direttamente ai cittadini e il rimanente è destinato ai costi di gestione della procedura. Un importo molto esiguo e che sarà sicuramente insufficiente per soddisfare tutte le richieste.

È una detrazione Irpef per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione va calcolata su un importo massimo di 5.000 euro per l’anno 2026, comprensivo delle eventuali spese di trasporto e montaggio, e deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo. Se effettuato con bonifico, non è necessario utilizzare quello (soggetto a ritenuta) appositamente predisposto da banche e Poste S.p.a. per le spese di ristrutturazione edilizia.

Bonus elettrodomestici

Gli importi previsti arrivano fino a un massimo di 100 euro di sconto sul prezzo dell’elettrodomestico per ogni nucleo familiare, e sono elevati fino a 200 euro per chi ha un ISEE inferiore a 25mila euro. Il beneficio spetta anche in caso di acquisto tramite finanziamento, a condizione che la società finanziaria effettui il pagamento con le modalità previste. Non è invece necessario che le spese per i lavori edilizi siano sostenute prima di quelle per l’arredo. La misura continua a rappresentare uno strumento di particolare interesse per i contribuenti che effettuano lavori edilizi, ma richiede il rispetto di precisi requisiti temporali, oggettivi e documentali. Gli scontrini che riportano il codice fiscale dell’acquirente sono invece equivalenti ad una fattura.

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